In verbestiali montagne che si inventavano piante
sembrava intoccabile e aveva riuscito una bellezza nel giorno.
Un gruppo di marmagli asfaltati sbraitava collegamenti filanti,
un gruppo in campetti a passi lunghi, un gruppo della gaiezza anteriore.
L'acqua limpida nel sole più in basso era l'acqua brulicante,
un acquitrinio di senso tutto cerimonioso, la città di lato.
Sembrava intoccabile che l'avevano troppo che non c'era
e il semplice vinaccio, il suscitato come linfa calpestavano
dove ieri squartando chi tremava c'era pure uno spazio.
I dettagli del fatto dei sotterranei riflessi imperativi
e di getto piante più ondulate nei fianchi non erano viste.
Eppure aveva apparso e caldamente sfioriva in abbozzi di paesaggi inquieti
lasciata quell'acqua e più in là un piano verde ondeggiante.
Si domandarono se l'A si sarebbe comportata più elegantemente
così ancora per saltellare, poggiando tutti i suoni e le parole in vece
tutte le rauche finezze in ammollo sentimentale,
ma certo era di sfuggita e certo sbraitavano l'ala fumosa delle lettere.